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Palestra: è necessario il certificato?
Ultimo aggiornamento Sabato 07 Aprile 2012 19:31
CERTIFICATO MEDICO PER LA PALESTRA
Agli albori del terzo millennio le palestre non sono più frequentate soltanto da soggetti giovani sani, desiderosi di "far muscoli", o da ex atleti, ma anche da sedentari che vogliono preservare o migliorare il proprio stato di salute con un sano e bilanciato esercizio fisico.
Questi soggetti, che spesso hanno superato i quaranta anni (impiegati che trascorrono la giornata seduti su di una sedia o in auto, casalinghe, anziani, ecc.), potrebbero essere, sia pure apparentemente sani, portatori di fattori di rischio (cardiovascolare, metabolico...) tali da sfociare, in seguito ad attività motoria non corretta, in un patologia conclamata.
Quali gli accertamenti clinici consigliati a chi decide di cominciare un'attività fisica?
LA VISITA MEDICA
I medici dello sport, come "medici della tutela della salute", ritengono prudenziale e consigliabile a scopo preventivo, di responsabilità e assicurativo, sottoporre questa fascia di popolazione , prima di iniziare un allenamento aerobico, ad un check-up con visita medico-sportiva, analisi del sangue, delle urine e da un elettrocardiogramma a riposo per escludere eventuali patologie che potrebbero comprometterne l'integrità fisica.
Di qui la necessità di una definizione precisa dei profili professionali di chi opera in strutture di fitness.
E' evidente che una palestra seria deve sempre richiedere, al momento dell'iscrizione, un certificato che attesti che il soggetto è in grado di praticare attività fisica a livello non agonistico. Meglio ancora se la palestra è convenzionata con uno specialista in medicina dello sport. La visita deve prevedere la compilazione di una cartella clinica con:
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l'anamnesi (raccolta delle informazioni relative allo stato di salute della persona)
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la misura del peso e dell'altezza
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il controllo della pressione arteriosa
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un ECG, meglio se dopo sforzo
ATTIVITA' MOTORIA, PALESTRA E ANZIANI
E' compito del medico dello sport la prescrizione dell'attività motoria secondo "posologie" e criteri scientifici, sulla base di valutazioni e di diagnosi precise per stabilire l'effettiva efficienza fisica e le capacità di lavoro muscolare del soggetto. Naturalmente accanto al medico che prescrive l'attività motoria deve crescere una categoria di operatori del settore (sport-terapeuti) capace di dare applicazione operativa alle indicazioni prescrittive ricevute. Oggi l'anziano che entra in palestra si vede "prescrivere" il movimento come terapia, a fronte di una diagnosi che non è stata formulata. Ciò è dovuto al fatto che in Italia (escluso alcune regioni che hanno già legiferato in merito) chiunque può aprire una palestra e dichiararsi esperto in fitness metabolico, cardiovascolare, e così via!
CERTIFICAZIONE MEDICA E PALESTRA
Per quanto riguarda la certificazione d'idoneità fisica di chi intende frequentare una qualsiasi attività motoria in palestra esiste un vuoto normativo.
In altre parole attualmente la legge non prevede alcuna certificazione per svolgere attività in palestra.
A chi è demandata la responsabilità se ad un cliente durante l'esercizio fisico dovesse incappare in un evento avverso?
La responsabilità è demandata al gestore della palestra che ha facoltà di far verificare o meno da un "medico competente" l' idoneità fisica dei clienti che usufruiscono dei servizi messi a loro disposizione. Resta comunque per i titolari di palestre l'obbligo di garantire agli utenti lo svolgimento delle varie attività fisiche in tutta sicurezza sotto il diretto controllo degli istruttori abilitati (con diploma Isef o laurea in scienze motorie) preparati e professionali con il compito di valutare le capacità fisiche degli utenti e di impedire loro qualsiasi rischio.
Qual'è il comportamento dei gestori di palestra in merito alla richiesta che rivolgono ai loro clienti di portare una certificazione medica?
In genere anche i gestori di importanti palestre raramente si dotano di un medico interno, altri si limitano a richiedere per l'iscrizione del cliente un certificato medico di buona salute (che non esiste più, in quanto abolito !), rilasciato per lo più dal medico di medicina generale che lo stila limitandosi alla conoscenza clinica del soggetto.
Altri ancora si fanno rilasciare dall'utente, nel tentativo di liberarsi da ogni responsabilità di risarcimento da danni che possono derivare dall'attività fisico-sportiva e per regolarizzare rapporti di tipo assicurativo, una autodichiarazione di assunzione di responsabilità che non tutela nè il titolare della palestra nè l'utente, in quanto non ha alcuna validità. L'autocertificazione è altresì vietata dall'art.5 del C.C. "Atti di disposizione del proprio corpo" .
Quali le ragioni del vuoto legislativo dal momento che anche chi gioca, ad esempio, a una gara di dama, scacchi o bocce deve sottoporsi ad una visita medico sportiva agonistica, sia pure di livello A?
La motivazione è che l'attività fisica in palestra non viene considerata dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) un'attività sportiva in quanto ritenuta del tutto priva di componente agonistica. Il tempo, a nostro avviso, è maturo per un riordino delle varie attività svolte nelle palestre e per definire, a livello regionale (Regione Veneto), chiare e precise disposizioni di legge volte a garantire la sicurezza di tutti coloro che frequentano le palestre e la salute di chi svolge un'attività fisica dando l'opportunità di una visita medico sportiva d'ingresso.







