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La visita d'idoneità medico sportiva non è una formalità
Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2012 10:20
LA VISITA D' IDONEITA' MEDICO SPORTIVA NON E' UNA FORMALITA'
Il certificato medico che attesta l’idoneità alla pratica sportiva agonistica o non agonistica (ludico-motoria) di qualsiasi soggetto sia adolescente, adulto o anziano, spesso viene considerato un atto puramente formale e burocratico e vissuto a volte dall'utente con senso di fastidio e come una perdita di tempo.
Al contrario, la visita di idoneità allo sport è di tipo preventivo ed è obbligatoria anche se si sceglie di praticare un’attività “leggera”, senza grande impegno, perché l’organismo viene sottoposto a uno sforzo da affrontare comunque in buona salute.
La visita medico - sportiva, che ovviamente precede la stesura della certificazione, deve essere considerata un chek-up salva vita per il ruolo di prevenzione e tutela sanitaria delle attività sportive che svolge non solo per chi intende ottenere l’idoneità allo sport agonistico o non, ma anche per tutti quelli che desiderano iniziare in sicurezza una qualsiasi attività motoria.
A tal proposito, vogliamo ricordare ai genitori e ai dirigenti responsabili delle società sportive che il sistema sanitario nazionale ha rinunciato da tempo alla figura del medico scolastico ed alla visita di leva obbligatoria per legge che operavano già i primi screening degli adolescenti, dei ragazzi e dei giovani italiani.
L’occasione, quindi, fornita dalla visita medico sportiva rappresenta un importante momento di sceening sanitario ed è fondamentale perché in grado di accertare il buon funzionamento dei vari apparati (in particolare l’ apparato cardiovascolare) e, sovente, di formulare il sospetto o di identificare con una diagnosi precoce la presenza di malattie silenti che, non tollerando sforzi intensi, potrebbero sfociare in un evento anche mortale.
I medici dello sport sono orgogliosi di affermare che l’Italia è l’unica nazione al mondo all’avanguardia nel campo della medicina dello sport, intesa sopratutto come medicina di prevenzione tesa alla tutela della salute della popolazione e, quindi, del benessere.
Non a caso i decreti ministeriali del 18/2/ 1982 e la successiva circolare del 28/2/1983 hanno reso obbligatoria per tutti i tesserati delle federazioni sportive, iscritti ad una società sportiva, lo screening annuale per l’idoneità allo sport e, nello stesso tempo, responsabilizzando le stesse società sportive hanno affidato a loro il compito della verifica dell’avvenuta visita.
L’effettuazione della visita con cadenza annuale trova logica e scientifica motivazione nel fatto che una qualsiasi noxa patogena, sopravvenuta anche a distanza di breve tempo dal rilascio del certificato, (come, ad esempio, un banale processo influenzale), può instaurare malattie che, se vanno ad interessare l’apparato cardiovascolare, possono sfociare alla fine anche nella cosidetta “morte improvvisa”. L' individuazione di una patologia permette di iniziare subito le cure più opportune ed efficaci e di seguirne nel tempo il decorso e l’evoluzione.
Proprio per questi motivi nei giovani sportivi è importante effettuare una valutazione medico-sportiva scrupolosa sotto il profilo internistico e cardiologico ed eventuali altri controlli ed indagini nel caso di successiva avvisaglia di malessere per poter evidenziare o escludere rischi (in particolare quello cardiaco), che possono mettere in pericolo la loro vita.
L’ultimo caso fatale è toccato ad un giovane calciatore spagnolo Antonio Puerta, che si è accasciato al suolo ed è morto tragicamente nel Settembre del 2007. In Italia fece scalpore nel 1997 la morte improvvisa del perugino Renato Curi a soli 24 anni. Sempre ragionando nell'ottica della prevenzione dei rischi non è stato riconosciuto idoneo all’attività agonistica del calcio Kalilou Fadigà, ala sinistra dell’Inter ,“acquistato” nel 2003 e mai "entrato in campo".
La visita medico-sportiva, obbligatoria e gratuita fino all’età di 18 anni presso le strutture pubbliche e gli Istituti e i Centri della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) convenzionati con le AULSS della Regione Veneto, deve essere effettuata:
1. solo presso struttura autorizzata,
2. eseguita personalmente dallo specialista in medicina dello sport, con la consulenza o collaborazione di specialisti interessati.
La visita medico sportiva consiste:
- nella raccolta della storia clinica familiare e personale,
- nella visita cardiologica con esecuzione dell’elettrocardiogramma basale e dopo sforzo,
- nell'esame spirometrico,
- nella misurazione del peso e dell'altezza,
- nella valutazione della vista
- nella valutazione della postura,
- nell'esame delle urine e,
- nel successivo rilascio, da parte del medico dello sport, del certificato di idoneità (o di non idoneità) allo svolgimento di una o più attività agonistiche.
In caso di fondati sospetti clinici (per lo più di natura cardiologia) il medico dello sport può richiedere gli accertamenti integrativi che ritiene necessari per chiarire i dubbi diagnostici (come, ad esempio, l’ecocardiogramma, il test da sforzo massimale al cicloergometro, l’ECG dinamico delle 24 ore, l’Holter pressorio delle 24 ore, gli esami ematochimici, ulteriori visire specialistiche, ecc.).
Con questo sistema di screening, possiamo affermare che, quando si individua in uno sportivo portatore di una patologia misconosciuta come, ad esempio, una cardiopatia silente e non ancora diagnosticata, si previene quasi sempre una morte improvvisa.
In questo caso, una volta che è stata posta la diagnosi (dopo aver fatto eseguire i necessari accertamenti), si procede alla certificazione di non idoneità , impedendo in tal modo che lo sforzo eccessivo dello sport agonistico possa diventare la causa di un evento mortale.
In un recente studio ricercatori dell’Università di Padova hanno dimostrato che in Italia, grazie all’introduzione della visita medica obbligatoria per l’idoneità all'attività sportiva agonistica, con la precoce identificazione di malattie cardiovascolari (o di altri apparati) e con l’opportuno allontanamento dello sportivo dai rischi legati agli sforzi strenui dello sport agonistico, l’incidenza della morte improvvisa nei giovani atleti è passata in venti anni da quattro ad un caso su centomila all’anno.
Nonostante la visita sia obbligatoria per legge e necessaria per il tesseramento sportivo non tutti gli atleti vegono sottoposti a visita d'idoneità: nel Veneto l'indice di evasione è del 40%.







